SEZIONE VERBALE: I VINCITORI DEL 50° CAMPIONATO

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Arriva dal Molise il più bugiardo

 d’Italia 2026


Le Piastre (PT) domenica 2 agosto 2026 – 

A guadagnare il Bugiardino d’oro è stato Riccardo Bargiacchi, molisano trapiantato in Toscana.

Gli fa compagnia il veronese Giuseppe Dolci, proclamato bambino più bugiardo d’Italia. Al piccolo Giuseppe è andato il premio offerto dal quotidiano Il Tirreno e intitolato alla giornalista Lucia Prioreschi.

Al posto d’onore della sezione adulti Danilo Malerba di Catania e terzo classificato Alessandro Pisaneschi da Prato.

Tutti i concorrenti si sono cimentati nell’omaggio a Pinocchio e ai suoi amici a 200 anni dalla nascita del suo autore, Carlo Lorenzini, detto Collodi. Il premio per l’originalità della presentazione, dedicato al giornalista Giancarlo Zampini e offerto dal quotidiano La Nazione, è andato al piccolo Giulio Magrini mentre quello dedicato a Luciano Corsini che premia la bugia più tradizionale se lo sono aggiudicato Dora e Zeno Orlandini con il loro Pinocchio new age.

La Bugia vincitrice:

Questa sera sono qui per condividere con voi un pezzo importante della storia della mia famiglia. (Entra con un oggetto coperto da un telo e lo appoggia con estrema delicatezza in terra.) Quello che vedete qui davanti è un’eredità lasciata da mio nonno, deceduto qualche anno fa.  Era un uomo che raccontava storie incredibili. Nessuno gli credeva mai.

Ma lui diceva sempre: “La verità non ha bisogno di essere creduta…basta aspettare e arriva da sola.” Ogni inverno, alla prima neve, mi raccontava che la Fata Turchina Veniva a Pratogentile, sopra Vastogirardi. Sì, faceva sci di fondo tutto il giorno e la sera mangiava caciocavallo fuso, perché era l’unico formaggio che riusciva a dare energia alle fate. Io ridevo. Ma lui continuava. Diceva che la conosceva. Che ogni inverno si incontravano. Parlavano della neve, del tempo… e della famiglia di Pinocchio quel bambino diventato adulto.  Era cresciuto, aveva avuto figli, nipoti, pronipoti… Quando mio nonno è venuto a mancare mi ha lasciato questo oggetto che tengo stretto a me.

Quando me lo dette, mi disse soltanto. “Qualunque cosa tu voglia fare con questo… prima fai l’analisi del DNA.” Pensavo fosse uno scherzo. Poi mi sono voluto levare lo sfizio, ne ho tolto un piccolo truciolo e l’ho spedito in un laboratorio. Dopo quattro mesi, mi chiamano. “Signor Riccardo, può venire?” “Subito”, dico io!  Così entro emozionato. Il direttore mi guarda e dice: “Il DNA è compatibile al 99,98%.” “Con chi?” Lui mi guarda negli occhi. “Con Pinocchio.” (Pausa.) Per anni avevo pensato che mio nonno fosse un grande bugiardo. Invece era semplicemente in anticipo sulla scienza. (Togli lentamente il telo.) Signore e signori… questo è il pronipote di Pinocchio. Nella famiglia qualcuno è diventato un violino. Qualcuno un armadio. Qualcuno un tavolo. Lui… un copriwater. Non tutti sono destinati a diventare protagonisti delle favole. Grazie nonno, quando racconto questa storia che è assolutamente vera, è come se tu fossi ancora qua con me, seduto su questo copriwater.

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