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Le Piastre
mercoledì, Maggio 12, 2021

LE BUGIE STORICHE E L’ALBO D’ORO

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1966 – Giancarlo Corsini e la farina attaccata al chiodo.
Una mattina mi recai al mercato per acquistare un sacco di farina dolce. Così feci e quando tornai a
casa, per paura dei topi, attaccai il sacco a un chiodo. La stessa note mi fecero visita i ladri e fra le
cose che mi rubarono ci fu il sacco. Sì, proprio il sacco! Non ci crederete, ma la farina era rimasta
tutta attaccata al chiodo.
1967 – Loriano Chiaramonti e la fiamma ghiacciata.
In una notte buia e freddissima, rincasando accesi una candela per illuminare la strada. Arrivato a
casa cercai di spegnere la candela soffiandoci ripetutamente, ma la candela, cosa strana, non si
spegneva. Sapete cosa era successo? La fiamma, per il grande freddo che faceva, si era ghiacciata.
1968 – Loriano Menichini e la risalita sul campanile.
Ormai avevo deciso. Mi sarei buttato giù dal campanile! Non per suicidarmi, però, ma per
scommessa. Dovevo buttarmi giù dal campanile per raggiungere una balla di fieno posta proprio lì
sotto. Arrivato il grande giorno che mi avrebbe reso famoso, senza esitazione, mi buttai. Ma giunto
a metà caduta ebbi paura. Raccolsi tutte le mie forze, mi presi per i capelli e mi riportai in cima al
campanile.
1971 – Fortunato Corsini e il picchio infreddolito.
Quest’anno è stato così freddo che ho visto, sulle cascate del Niagara completamente ghiacciate, un
picchio che per riscaldarsi i piedi, faceva col becco le scintille picchiando sul ghiaccio.
1973 – Federico Biagini e la mamma del Tuti.
Mario Tuti, il terrorista più ricercato d’Italia, l’altra sera chiamò a casa di sua madre per chiedergli
se fosse arrivata posta per lui e, nel frattempo lo avesse cercato nessuno. La mamma rispose di no.
1974 – Daniele Ducceschi e gli occhiali del vecchio falco.

12
Un giorno andai a caccia, quando vidi sopra di me un grande falco che mi seguiva qualsiasi passo
facessi. Scocciato, decisi di sparargli. Lo presi, ma caddero dei pezzi di vetro mentre lui rimase
immobile al suo posto. Sapete cosa era successo? Il falco era così vecchio da dover portare gli
occhiali e quei pezzi di vetro erano proprio le lenti che gli avevo rotto con una pallottola.

1976 – Alberto Ciullini, Valeriano Cecconi e l'Italia senza bugiardi.
Il premio fu assegnato ai due giornalisti inseriti in giuria i quali affermarono che nessuna Bugia in
gara era degna del primo posto e che, quindi, in Italia non vi erano bugiardi.

1977 – Ombretta Carboncini e lo smash stellare.
Durante una partita di qualificazione di un torneo di tennis, l’arbitro mi annullò un punto che era
decisivo. Irata, presi la pallina e con tutta la forza che mi restava tirai uno smash. La pallina uscì dal
campo di gioco e dopo affannose ricerche fu dichiarata dispersa. Pochi giorni dopo fui chiamato
dall’ambasciata americana a Roma. Sapete cosa volevano? Dovevo rendere conto della rottura dello
scudo termico dell’Apollo 16 causato dalla mia pallina che, rimbalzando, era entrata in orbita.
1978 – Cristina Ludovisi e il gatto buongustaio.
Al mio gatto piace bere solo latte. una volta volli provare a dargli il latte con il caffè. Quel
furbacchione riuscì a leccare solo il latte, lasciando il caffè.
1980 – Bruno Carrara e la trota affogata.
Ho preso una trota così grossa che nonostante tutti i miei sforzi non mi riusciva ad ucciderla. Preso
dalla disperazione sapete cosa ho fatto? Le ho infilato la testa sott’acqua e l’ho affogata.
1981– Andrea Belli e le galline dalle uova sode.
Questa estate faceva così caldo che se non avessi dato il ghiaccio alle mie galline avrebbero
continuato a farmi le uova sode.
1984 – Bruno Carrara.
1985 – Renzo Begliomini e la nebbia solida.
Una mattina nebbiosa, andando in bicicletta al mercato, mi fermò un vigile e mi disse: “Lei è in
contravvenzione, non vede che è senza fanale?” Io sentendomi in colpa presi la bicicletta,
l’appoggiai da un lato e pagai il dovuto. Quando andai a riprendere il mio mezzo, mi accorsi che da
tanto era fitta la nebbia, la bicicletta l’avevo appoggiata sulla nebbia stessa.
1986 – Alessandra Desideri e il porcospino dispettoso. Quest’anno, sulla passeggiata a Viareggio,
ho visto un porcospino che grattandosi sulle radici faceva ridere un salice piangente.
1987 – Stefano Finesi e la fame del cavallo dei pantaloni.
Svegliato di soprassalto nella notte da uno strano rumore nella camera da letto, accesi la luce ma
non riuscii a giustificare quel rumore. Solo la mattina mi accorsi da dove proveniva: era stato il
cavallo dei pantaloni che affamato mangiava la paglia della sedia.
1988 – Paolo Badii e la vera storia de Le Piastre.
Il nome de Le Piastre non è, come si crede, derivato dalla lastricatura della strada. Ha una diversa e
antica origine. Ai tempi del feroce pirata Barbarossa si viveva male sulle coste tirreniche. Un giorno
tre pescatori, diventati amici, decisero di lasciare la costa con le loro famiglie e di trasferirsi sui
monti. Fatto un lungo viaggio presero stanza sulla montagna che si affaccia sopra la pianura dove
c’era un villaggio chiamato Pistoia. Per i tempi di magra, d’amore e d’accordo, decisero di
costituire una cassa comune. Chiusero in una borsa le poche monete che si erano portati dietro. Per
custodirla la infilarono nel cavo di castagno. L’improvvisata cassaforte veniva sorvegliata notte e
giorno, a turno, da tre membri delle famiglie: quella del corso, i Corsini, quella del pisano, i
Pisaneschi, e quella del terzo pescatore soprannominato Bellomo, i Begliomini. Un giorno, al
cambio della triplice guardia, la borsa con le monete non fu più trovata.
– Dove sono andate a finire le piastre?- presero a gridare cercando i componenti delle tre famiglie?
Il fatto si seppe in giro e ogni volta che qualcuno passava di lì domandava sempre – Le Piastre?
I Corsini, i Pisaneschi e i Begliomini scuotevano la testa senza rispondere, ormai diventati per tutti
quelli delle piastre. E il nome rimase alla località, lassù sul monte che guarda Pistoia.

1995 – Mauro Giagnoni e tre strani animali.
Mi trovavo in vacanza in montagna e stavo dormendo quando all’improvviso fui svegliato da alcuni
rumori, da miagolii e da uno sparo. Scesi in cantina e sapete cosa era successo? Il gatto delle nevi
rincorrendo il mouse del computer aveva inciampato nel cane del fucile facendo partire il colpo.

1996 – Luciano Bonacina e le ragnatele tarlate.
Avevo un mobile in soffitta così vecchio che anche le ragnatele e la polvere che lo ricoprivano
erano tarlati.

1997 – Vincenzo Smeraldo e l'orso freddoloso.
Questo inverno faceva così freddo che l’orso polare disegnato sul mio maglione è scappato e si è
infilato sotto il colbacco.
1998 – Fabrizio Scatizzi e le buche sdrucciolate.
Vicino casa mia c’è una strada talmente ripida che le buche sono andate a finire tutte in fondo.
1999 – Lisa Tosi e l'albero incontinente.
Nel giardino di casa abbiamo un albero così vecchio e malato che si fa l’ombra addosso.
2000 – Chiara Baldi e lo specchio rugoso.
Mia madre ha cambiato lo specchio di camera perché era pieno di rughe.
2001 – Fabrizio Scatizzi e la luna piena.
I primi astronauti a sbarcare sulla luna furono gli italiani. Nessuno lo ha mai saputo, perché non
scesero nemmeno dall’astronave trovando la luna piena.
2002– Trio Frattaglia e la crema scacciasole.
Noi siamo dei seri ricercatori nel campo della cosmesi. Abbiamo trovato una crema solare talmente
potente che ha un raggio d’azione di sette chilometri. Al momento che te la dai fa andare via il sole
e far venire le nuvole, facendo iniziare a piovere.
2003 – Enrico Baldasseroni e la Seicento magica.
Per colpa del gran caldo estivo, le acque dell’Arno si sono abbassate. Mio nonno, così, ha potuto
ritrovare la Fiat 600 che aveva perduto nell’alluvione del 66. Non ci crederete: aveva ancora i
tergicristalli in funzione e appena l’hanno toccata è partito l’antifurto.
2004 – Dero Desideri e i topi disperati.
Quando ero piccolo c’era una miseria, ma un miseria che anche i topi uscivano dalla madia con le
lacrime agli occhi.
2005 – Brunella Pierattini e i misteriosi funghi giganti.
Spesso mi avventuro nel bosco, lasciando sassi bianchi alle mie spalle per non perdermi come
Pollicino. A un certo punto, in pieno giorno, arrivo in una radura e mi ritrovo immersa in un’ombra.
L’ombra in questione era quella di una covata di funghi sesquipedale, dentro la quale i cinghiali
passavano le notti. Il mattino dopo, però, di quei funghi non c’era più traccia.
2006 – Enrico Baldasseroni e il ponte sullo Stretto.
Prodi ha detto che non sarà necessario costruire il ponte sullo stretto di Messina. L'Italia si sta
spostando sempre più a sinistra e, se continua così, presto in Sicilia ci andremo a piedi.
2007 – Rolando Bettazzi e il furto della Mc Laren.
Negli uffici della McLaren sono state ritrovate non solo le fotocopie dei progetti rubati alla Ferrari,
ma anche: 4 chilometri della pista di Maranello appena asfaltati, 40 accappatoi rossi con il
Cavallino Rampante, 70 posacenere della villa di Montezemolo, l'urna con le ceneri di Enzo Ferrari,
il primo go-kart di Schumacher, l'orecchio bruciato di Niki Lauda, l'erre moscia di Giovanni
Agnelli, la maglietta di Lapo con due buchi (uno davanti e uno di dietro) ed infine…un film porno di
Jean Todt e Carolina di Monaco… ma i giudici hanno detto che non sono prove sufficienti per
denunciare per spionaggio la casa automobilistica britannica.
2008 – Aldo Toccafondi e il noleggio dei pneumatici.
La crisi sta colpendo davvero duro. Pensate, l’altra settimana andai in vacanza a Reggio Calabria e
trovai un cartello con scritto “Qua si noleggiano pneumatici per revisione auto”.
2009 – Calogero Armato e il pesciolino a gas.
Da oggi nei bar ma anche in altri locali pubblici si potrà richiedere l’acqua minerale biodinamica.
Grazie all’utilizzo del pesciolino blu chiamato Gonfietto che vive in un anonimo affluente del Rio
Negro in Amazzonia, sensibile alla colite ittica e capace di produrre “gas” dalla propria pancia in
modo rapido e biologico dopo aver mangiato soltanto tre fagioli.
2010 – Rolando Bettazzi e il fondo del barile.
Nonostante la crisi all’Inps sono previste assunzioni. Ma vogliono esclusivamente impiegati con le
unghie lunghe perché gli servono per raschiare il fondo del barile.
2011 – Mattia Pisaneschi e la benzina alle stelle.
Ieri sono andato con il babbo al distributore e all’improvviso ho visto la pompa della benzina
esplodere e schizzare verso il cielo. Ci siamo impauriti, ma il benzinaio ci ha rassicurati: tranquilli,
è la benzina che dopo gli ultimi aumenti va alle stelle.
2012 – Franco Cappelletti e le bugie scontate.
Volevo venire a Le Piastre per vincere il campionato italiano della bugia. Avevo preparato anche
tutta una serie di documenti che attestavano l’autenticità fisica della Minetti compreso il servizio
fotografico di Oliviero Toscani per la Saratoga. Ma Buffon mi ha dato una soffiata: i bookmakers
quotano bene la mia sconfitta quindi dico due bugie scontate; Giuliano Ferrara è magro e la Minetti
non è rifatta.
2013 – Monica Panozzo, incinta, e i desideri del nascituro.
Non sopporto proprio le mamme che le sparano grosse sulle presunte capacità dei propri bimbi.
Ogni fantolino ha i suoi tempi, non c'è da meravigliarsi. Metti il mio primo: ha cominciato
tardissimo a chiamare mamma, aveva 9 mesi!! Sì, prima mi dava del Lei.
“Signora di qui, signora di lì…”. E non c'era verso di convincerlo! “Amore” gli dicevo “via, dammi
del tu, chiamami mamma! Ma niente”! “Siamo ancora poco intimi”, mi rispondeva.
Ora aspetto quest'altro. Anzi scusate che mi suona l'interfono (dice parlando con il suo pancione
attraverso uno speciale interfono, fatto da un bicchiere di plastica rovesciato). Dimmi tesorino… hai
sete? Vuoi un camparino marmato? Vado subito!…. Eh, sapete, i secondi sono sempre più
avanti!!!!"
2014 – Walter Ugolini e l'Expo dei mangioni.
i cantieri Expò sono terminati da tempo, tanto che siamo alla terza tinteggiatura interna per
rimediare ai danni dell'usura. Ha aggiunto che l'Italia è stata rimproverata dall'Unione Europea per
aver accelerato troppo i tempi di realizzazione. Ha concluso affermando che alcuni politici e
costruttori per non farsi trovare impreparati rispetto al tema dell'alimentazione hanno deciso di
mangiarci in anticipo.
2015 – Andrea Gadducci e il nonno bambino.
Come sentirete dall'accento, io vengo dal Vietnam del Sud. Sono qua per levarmi un peso che mi
porto addosso da diversi anni. Mio nonno ha combattuto in guerra in una famosa battaglia in cui
furono sconfitte le truppe di terra degli USA. In realtà è stata una battaglia senza morti, perché i
vietnamiti, vistosi oppressi dagli americani hanno fatto uso di un incantesimo del tutto particolare.
Uno stregone del nostro villaggio, infatti, dette al generale una formula magica che avrebbe
abbassato la statura media dei soldati, fino a farli somigliare a dei bambini, così da potersi
nascondere meglio. L'incantesimo aveva questa funzione e dopo dieci giorni, l'effetto svaniva. Per
tutti, ma non per mio nonno, che ha continue ricadute e torna bambino ogni domenica del mese, pur
conservando gli effetti del tempo che passa. Ve l'ho detto, ora sono più sereno e sono disponibile per
future interviste
(Il raccontatore si rivolge al bambino che lo ha accompagnato e dice: su nonno, saluta tutti e
andiamo a casa!)

2016 – Marco Mari e l’Ungheria accogliprofughi.
In molti si stanno chiedendo che fine abbia fatto il muro di Berlino, abbattuto nel 1989. Ebbene, il
muro è stato acquistato dal governo ungherese, per poterlo utilizzare in caso di necessità. E così è
stato dopo il grande flusso di migranti da paesi come Pakistan e Siria. Solo che lo hanno ricostruito
all’incontrario e il muro non respinge, ma anzi invita a entrare. Ed è per questo che l’Ungheria è
considerata una delle nazioni più accogliente al mondo.

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